
Roccaforte Del Greco, paesino del reggino anticamente chiamato Vunì (dal greco
Βουνί “monte”), sorge a oltre 973 metri sul livello del mare e regala una panoramica
a 360°su tutta l’aria ellenofona e sul mare.
Il borgo è incastonato in modo pittoresco nel cuore del Parco Nazionale
dell’Aspromonte come un presepe che regala una cartolina diversa per ogni stagione.
I
Si tratta di un territorio ricco di siti naturali da scoprire. Un rapido elenco non può
non annoverare le cascate del Maesano caratterizzate da tre salti in vasche che la
furia dell’acqua ha scavato nella roccia. Il periodo ideale per visitarle va da maggio a
settembre. La fatica del percorso roccioso viene ripagata da uno spettacolo
mozzafiato e dall’esperienza di un bagno rigenerate nell’acqua fresca e limpida. Il
sentiero è segnalato da delle apposite bandiere dipinte sulle rocce e facilmente
identificabili.
Un punto di riferimento per tutti gli altri percorsi di trekking del territorio è
sicuramente la diga del Menta, completata nel 2000 all’altezza di 1431 metri sul
livello del mare. Quest’ultima è stata concepita con lo scopo di ottimizzare la
raccolta e la fornitura di acqua per la metropoli di Reggio Calabria.
La fiumara Amendolea nasce nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte ed è il
più grande corso d’acqua della Calabria e crea meravigliose cascate, percorre 31 km
fino ad arrivare a sfociare nei pressi di Condofuri. Il suo principale affluente è il
torrente Menta ed proprio lungo l’alto corso della fiumara che si trovano le cascate di
Maesano.
Tornando alle attrattive naturali, un’altra “cartolina” da non perdere è la grande frana
di Colella che rientra tra uno dei più estesi fenomeni franosi d’Europa in rocce
cristallino-metamorfiche.

Il clima aspromontano si rivela particolarmente favorevole alla fioritura della
ginestra, arbusto dai fiori caratterizzati da un giallo brillante e dal profumo intenso.
Negli anni ‘80 anche la ginestra diventava ricchezza e dalle montagne di Roccaforte
arrivava nelle profumerie cittadine. Aiutandosi con delle apposite protezioni in stoffa
che avvolgevano le dita, le braccianti raccoglievano i fiori che venivano poi venduti.

La festa patronale del paese ricorre il 16 Agosto in onore di San Rocco. Il
programma tradizionale della giornata prevede il risveglio di festa per tutti i cittadini
con dei botti a cui segue la sfilata della banda musicale per le vie del borgo. La
statua del santo patrono quella mattina si trova nella chiesa a lui dedicata nella parte
più antica del paese e, dopo la messa, viene trasferito nella chiesa dello Spirito Santo
(definita come una cattedrale per Roccaforte e costruita tra il 1930/34 grazie
all’arciprete Don Domenico Spanò).
Nel pomeriggio, dopo la messa solenne, grazie all’aiuto dei portatori della vara si
prosegue con la processione seguita dai fedeli per tutto il paese che i conclude con il
nuovo arrivo della statua nella chiesetta di origine.

Roccaforte del greco annovera tra i propri cittadini un importante esponente della
Resistenza italiana durante la seconda guerra mondiale. E’ il caso di Marco Perpiglia
detto “Pietro” (il nome di battaglia patigiano) al quale è dedicata una piazza e una
targa commemorativa. Va sottolineato che anche la moglie Giuseppina Russo ha
avuto un ruolo attivissimo nell’antifascismo in un conteso storico in cui per le donne
era ancora più difficile avere il coraggio di dissentire. La coppia ha ispirato anche la
realizzazione del documentario “La spiga di grano e il sole” del regista reggino
Maurizio Marzolla.
Roccaforte del greco è un piccolo paese ricco di natura e cultura ma anche di
difficoltà. Il territorio che da un lato della medaglia funge da grande ricchezza
paesaggistica e naturale, dall’altro lato, si rivela un grande deficit in un mondo che
tende sempre più a concentrarsi sui siti costieri lasciando indietro i paesini interni.
La viabilità e la cura degli ettari di Parco Nazionale sono punti chiave nella
salvaguardia di questa piccola perla incastonata tra i monti. Il profondo e sentito
augurio è che progetti come questo possano proprio servire a sensibilizzare su questa
tematica e a rinforzare un impulso che inverta la crudele tendenza dell’abbandono
dei borghi.
Maria Spanò
Visitare il sito comunale