Roghudi

 

L’antico borgo di Roghudi,considerato espressione e sintesi del patrimonio culturale e ambientale dell’area grecanica,è situato ad un’altitudine di circa 500 metri sul livello del mare su una roccia collocata nella fiumara dell’Amendolea. Il nome deriva dal greco “rogòdes”,pieno di crepacci o da “rhekhodes”,aspro.

A causa della collocazione abbastanza impervia Roghudi ha purtroppo subito l’infierire della natura. Infatti,in seguito ad una violenta alluvione verificatosi nel 1971,che provocò morti e danni alle abitazioni,il paese rimase isolato per diverso tempo e il sindaco di allora firmò un’ordinanza con la quale impose lo sgombero di tutte le famiglie.Alcuni abitanti continuarono a vivere nel borgo,ma nel dicembre del 1973 una seconda devastante alluvione colpì il paese che fu dichiarato totalmente inagibile.La maggior parte degli abitanti occupò l’odierna Roghudi,situata più a valle a circa 40 km di distanza dal borgo,ma nonostante ciò la sua comunità conserva un legame inscindibile con il suo luogo d’origine.

Oggi Roghudi Vecchio è caratterizzato da casette costruite a picco sui precipizi,vie strette e dalla chiesetta di San Nicola,nonché tradizioni e leggende.Lo scenario che oggi si presenta è quello di un sito abbandonato,che conservando tutto il suo fascino,riesce ad attrarre studiosi,artisti e viaggiatori.
In questo contesto da secoli si conserva intatto l’idiota “greco”,protetto dalle antiche corde che ispirano il canto,la parola e la liturgia sacra.

Visitare il sito comunale

https://www.comune.roghudi.rc.it/